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Tokusatsu Love

Qualche giorno fa mi è venuta voglia di disegnare un po’ di pixel, allora ho preso l’iPad (per chi fosse interessato, uso Pixaki quando voglio disegnare in mobilità poi di solito rifinisco/animo in Aseprite) e ho realizzato queste versioni 20×30 dei miei eroi Tokusatsu preferiti.

Ed ecco l’idea: perché non far conoscere il meraviglioso mondo dei Tokusatsu a chi ancora ne ignora l’esistenza e, contemporaneamente, riservare un posto sul treno della nostalgia a chi se li ricorda e passava infiniti pomeriggi davanti alla televisione a guardarli proprio come me?

Quindi, insieme ai miei pixel Tokusatsu beccatevi l’articolone…

Il termine Tokusatsu, traducibile come “effetti speciali”, per esteso ha iniziato ad indicare tutta una serie di prodotti, come film e telefilm Giapponesi, in cui i protagonisti di turno lottavano contro fantasiosi nemici previa trasformazione o assunzione di poteri mega-iper-super-galattici.

Vederli con gli occhi di adesso è rischioso, non si può dire che siano invecchiati benissimo. Ma la realtà è che, nonostante i mostri palesemente finti che distruggevano casette di cartone e combattevano contro uomini dalla testa di peluche… i Tokusatsu erano maledettamente divertenti!

Tra le serie divenute più famose anche al di fuori dei confini nipponici sono assolutamente da ricordare Ultraman, tutt’ora “vivo” (uscirà prossimamente uno Shin Ultraman di papà Hideaki “Evangelion” Anno, e una nuova serie animata di Ultraman è tutt’ora presente su Netflix) e Super Sentai, precursore del filone “Supergruppo di eroi colorati” che si “occidentalizzò” con i famosissimi Power Rangers.

Tuttavia, i miei Tokusatsu preferiti erano altri, quelli che ho ritratto qui sopra in Pixel Art.
Ad ognuno di loro mi piace associare un “Momento Amarcord”: immagini che mi sono rimaste impresse nella memoria anche quando i ricordi precisi di trame o episodi sono svaniti. Check it out!

Megaloman è uno dei capostipiti del sotto-genere Kyodai Hero, vale a dire quel genere che vedeva un uomo normale assumere poteri (e spesso dimensioni) straordinarie per combattere gli alieni di turno.

Megaloman si contraddistingue per i “classici” occhi grandi e gialli tipici di molti eroi Tokusatsu, ma a renderlo immediatamente riconoscibile è la grande parrucca bionda dalle cui chiome scaturiva la temutissima “FIAMMA DI MEGALOPOLI” (può essere scritto solo tutto maiuscolo, per legge), look che solo dopo molti anni realizzai provenire direttamente dal teatro Kabuki.

Ecco un’altra bellissima caratteristica di questi (come di tanti altri) prodotti nipponici: la loro unicità e la voglia di sposare la “tradizione”, che permea tutto e si manifesta in piccole e grandi scelte stilistiche e narrative, come in questo caso. All’epoca il suo ruolo era quello di aprire le nostre piccole menti ad estetiche completamente diverse da quelle dei supereroi americani molto più diffusi, e in qualche modo ci permetteva di allargare gli orizzonti.

Momento Amarcord:Il primo mostro che affronta Megaloman è bellissimo (vedi televisione qui sopra). Mi chiedo come abbia fatto il creature designer che l’ha disegnato ad avere l’idea per questo centauro dinosaurato.

Altro Tokusatsu che mi faceva letteralmente impazzire era Lion Maru (Ultralion in Italia). Anche lui, come Megaloman e moltissimi anime di quegli anni, era impreziosito da una sigla in italiano molto ispirata che canticchio anche ora mentre scrivo. Lion Maru era una serie Fantasy/Samurai ambientata in un magico medioevo giapponese. Il supereroe dalla testa peluchosa era in realtà Shishimaru, un giovane orfano che vagava per quelle terre in compagnia di una ragazza e di un bambino.

Vedere oggi certi costumi, certi oggetti di scena discutibili (in primis le ali del pegaso alato di Lion Maru) e certe movenze esasperate fa un po’ sorridere, ma vi assicuro che quando Shishimaru diventava Ultralion e immancabilmente sconfiggeva i cattivi, io ero in piedi sulla sedia.

Momento Amarcord:
Uno dei nemici ricorrenti era Tiger Joe, abile spadaccino e altrettanto peloso.

Eh inutile far finta di niente, avevo proprio un debole per le mascherone feline di peluche. Tiger Seven è una serie di soli 26 episodi, ma attendevo la sua messa in onda come si aspetta il Natale. Anche in questo caso abbiamo un protagonista che si trasforma ed assume le sembianze di un uomo-tigre con poteri sovrannaturali e una sciarpina anni ‘70 stile maipiùsenza.

Momento Amarcord:
La cosa che mi piaceva di più di questo telefilm era la moto guidata dal protagonista. Davvero kitsch, ma come si poteva non amarla?

Una sola parola: DINOSAURI.

Si, in questo Tokusatsu i cattivi erano proprio loro. Io ne andavo comprensibilmente pazzo.
Izenborg aveva anche la non trascurabile caratteristica di unire Anime e Live-action. I personaggi “umani” erano infatti disegni animati, al contrario del nostro eroe Izenborg, che nasceva dall’unione dei due protagonisti, un attore in costume e i Dinosauri sempre con le sembianze dei meravigliosi pupazzoni a cui il genere ci aveva abituati. Un connubio interessante, che ci permetteva di soprassedere sull’imbarazzante mise bicolore del nostro eroe.

Momento Amarcord:
DINOSAURI!

Menzione d’onore anche per altri due telefilm degni di nota:

Spectreman, altro Kyodai Hero a sfondo ambientalista in cui l’eroe combatteva contro improbabili uomini scimmia (Momento Amarcord: gli uomini scimmia mi facevano paurissima)

Zabogar l’uomo elettrico, di cui ho veramente solo qualche flash, ad esempio la metamorfosi del robot-spalla del protagonista in una moto tutt’altro che aerodinamica (Momento Amarcord: anche con tutta la naivety possibile, quel titolo mi faceva ammazzare dalle risate)

Basta “Momenti”…per ora. 

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